“La parola confetto deriva da “CONFECTUM”, participio passato di conficere,
ossia preparato, confezionato. Nel Medioevo ci si riferiva con questo termine alle confetture o alla frutta secca ricoperta di miele, non al confetto cosi come lo conosciamo oggi.”

Gli storici fanno risalire la comparsa del confetto a epoche diverse,
anche un secolo prima dell’anno Mille.
Ma per parlare di confetti in senso moderno dobbiamo aspettare il tardo 400,
quando lo zucchero venne importato dalle Indie occidentali.

L’eccellenza di Sulmona
In Italia la fabbricazione dei confetti intesa in senso moderno nacque a Sulmona nel XV secolo.
Nella città abruzzese oggi si può visitare il Museo dell’arte e della tecnologia confettiera,
considerato un Museo nazionale.

La laboriosa confettatura
La confettatura è un processo molto laborioso e può richiedere
anche un paio di giorni per essere completata.
Le mandorle, il nucleo interno chiamato anima,
opportunamente lavorate (possono essere pelate, tostate, aromatizzate)
vengono messe in recipienti rotanti chiamate bassine.
Al loro interno vengono nebulizzate delle soluzioni di saccarosio che,
grazie al riscaldamento ottenuto per insufflazione di aria calda,
evaporano lasciando uno strato uniforme di zucchero sulla mandorla.

La confettata, fra gusti classici e nuove esperienze sensoriali
I produttori di confetti hanno dimostrato una grande capacità di rinnovamento
riuscendo a superare brillantemente la crisi, registrando trend in crescita
e volontà di dare al comparto un’immagine di modernità e freschezza.

La mandorla di Avola non ha rivali,
è l’eccellenza per la confetteria.

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